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Scritto da Loredana Meli
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Lunedì 29 Marzo 2010 10:38 |
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La Mente Mesmerizzata
Gli Scienziati rivelano come funziona il cervello quando viene ipnotizzato
Quando si menziona la parola ipnosi, la prima immagine che balza alla mente è un mago con la mantella nera che fa oscillare un orologio da tasca mentre seduce le persone, che nel frattempo fa abbaiare come cani, piuttosto che ridere a crepapelle, o comportarsi in modo inusuale.
L' ipnosi è più di un atto da spettacolo. Da anni gli ipnoterapeuti la utilizzano per aiutare le persone a rilassarsi, o ottenere un miglioramento del sonno, controllare il peso o debellare abitudini indesiderate piuttosto che migliorare le performance in tutti gli ambiti. L’ipnosi è anche utilizzata nella medicina tradizionale per ridurre gli effetti collaterali delle terapie antitumorali e aiutare le persone ad affrontare il dolore. Alcuni medici routinariamente utilizzano l'ipnosi unitamente alla tradizionale anestesia per aiutare ad alleviare il dolore durante un intervento chirurgico o il parto.
Ultimamente, l'ipnosi è passata dal palco, alla clinica, al laboratorio. Infatti viene utilizzata come strumento di ricerca in laboratorio per creare allucinazioni temporanee, compulsioni, manie e alcuni tipi di crisi epilettiche in modo che questi fenomeni possono essere analizzati nel dettaglio.
Gli psicologi Peter W. Halligan e David Oakley nella rivista di Trends in Cognitive Sciences, numero di giugno/2009 affermano che questi studi possono portare a trattamenti più efficaci per un certo numero di disturbi psichiatrici e neurologici.
Altri scienziati, invece, si applicano con molto impegno, perché incuriositi a cercare di capire come l’ipnosi funziona nei suoi molti usi pratici. Questi scienziati utilizzano i più recenti strumenti di neuroimaging per osservare ciò che avviene nel cervello mentre è in stato di ipnosi. I risultati sono mesmerizzanti!
La ricerca ci dimostra quando le persone vengono ipnotizzate, come agiscono su una suggestione ipnotica, e come vedono, ascoltano e sentono in modo diverso. Ad esempio quando viene chiesto di vedere i colori, quella parte del cervello che processa i colori, si illumina nonostante l'assenza di qualsiasi colore reale da vedere. Quando si dice alle persone di immaginare oggetti che sono colorati di vederli in bianco e nero, queste aree di trasformazione del colore sono meno attive. Altri studi di imaging mostrano, anche, come il dolore ipnotico attivi le stesse aree del cervello come se "il dolore fosse reale”.
Rimangono ancora molte domante, dice Halligan, dell'Università di Cardiff, in Galles, che ha studiato ipnosi per oltre un decennio. Gli scienziati devono ancora scoprire come l'ipnosi sia in grado di produrre cambiamenti fisiologici. Mentre altri scienziati si domandano se tali modifiche si limitano allo stato di ipnosi. Altri ricercatori affermano che alcuni modelli di attività cerebrali che si osservano durante lo stato d’ ipnosi possono, forse anche verificarsi durante le esperienze del quotidiano quando le persone sono completamente assorte in qualche attività.
La domanda vera, dice Halligan, è se l'ipnosi è uno stato particolare del cervello che si differenzia da qualsiasi altro. Ed "In altre parole, c'è una sorta di corrispettivo a livello neurale, o marker biologicio all'interno del cervello durante una trance ipnotica?".
Ad oggi la risposta che emerge da studi condotti nel corso degli ultimi anni, è forse!
Non ultima, una nuova ricerca presso l'Università di Ginevra, afferma che l'ipnosi modifica l'attività neurale riorientando alcune delle abituali connessioni tra le regioni del cervello. Tali deviazioni neurologiche non accadono quando la persona si limita ad immaginare uno scenario. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 30 Marzo 2010 21:30 |
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Scritto da Loredana Meli
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Lunedì 29 Marzo 2010 10:26 |
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Cambiare la mente
Negli ultimi secoli l’ipnosi ha avuto il suo inizio come una, " cura miracolo". Nel 1774, il medico Franz Anton Mesmer, suonando una armonica di vetro creò una musica eterea che gli permise di scoprire un modo per indurre una trance ipnotica in pazienti affetti da vari inspiegabili problemi medici. Anche se Mesmer fu poi screditato come guaritore, dimostrò che la mente potrebbe essere modificata da suggerimenti che producono un effetto nel corpo. Questo effetto così potente fu riportato in auge nel 19 ° secolo, dal medico neurologo scozzese J. Braid prima della scoperta dell’ etere, e gli serviva a bloccare il dolore durante gli interventi di chirurgia.
In questo stato “misterioso” della mente, il cervello è "calmo", focalizzato e super-attento. Le persone in trance riferiscono di sentirsi staccate dall’ambiente che le circonda e perse nei loro pensieri. Durante l'ipnosi, i soggetti sono più responsivi del solito a suggerimenti ed hanno la capacità di concentrarsi intensamente su un pensiero specifico, un sentimento o una sensazione.
David Spiegel, psichiatra presso la Stanford University School of Medicine, che utilizza l'ipnosi nella sua pratica medica, dice che la maggior parte degli adulti, circa i due terzi, in una certa misura sono più ipnotizzabili di altri , anche se alcune persone sperimentano gli effetti dell'ipnosi più intensamente di altri. Il Prof Spiegel dice, inoltre, che vi è in una percentuale che va dal 10 al 15 per cento degli adulti , che dimostra essere "altamente ipnotizzabile,", nel senso che in ipnosi possono sperimentare profondi cambiamenti nella percezione.
La capacità di una persona ad essere ipnotizzata non è correlata solo all’ intelligenza, ma anche alla capacità di focalizzarsi su un’ unica idea (ideoplasia), in pratica alla capacità di divenire assorto in una attività come la lettura, l'ascolto della musica o di sognare ad occhi aperti (daydreaming). Persone che si trovano immerse in un best seller, nonostante la televisione è accesa, o totalmente assorte in un film tanto da perde la cognizione del tempo, bene, queste persone sono tra le più suscettibili alla trance ipnotica.
Durante una seduta d’ipnosi, l' ipnoterapeuta dirigere i pensieri, i sentimenti ed i comportamenti di una persona istruendola a concentrarsi su particolari immagini o idee. Una sessione tipica inizia con una procedura di induzione che aiuta la persona a rilassarsi, approfondendo poi lo stato, ad esempio, con il conto alla rovescia da 20 a 1, o facendola mentalmente discendente da una scalinata.
L’ipnoterapeuta per produrre un pensiero o un comportamento specifico, impartisce proposte mirate all’obiettivo. Ad esempio per ridurre la sensazione di dolore in una procedura medica, si potrebbe richiamare l'immagine o la sensazione del dolore che viene abbassato, come il volume di una radio.
Nel corso degli anni, studi rigorosamente controllati hanno dimostrato che l'ipnosi può anche controllare la pressione sanguigna e persino mandare via le verruche. Ma perché pochissimi studi hanno cercato di scoprire come funziona, ed alcuni scienziati sono ancora scettici sulle potenzialità dell’ipnosi?
Alcuni critici affermano che l'ipnosi non è altro che finzione, con soggetti che cercano di compiacere l'ipnotizzatore. Lo scetticismo ha spinto alcuni ricercatori a dare uno sguardo attento a ciò che accade nel cervello durante l'ipnosi. Nel corso degli ultimi anni, gli scienziati hanno iniziato a raccogliere le prove che l'ipnosi può effettivamente apportare cambiamenti evidenti al funzionamento del cervello.
Nel 2005, gli scienziati del Weill Medical College della Cornell University di New York City hanno utilizzato la risonanza magnetica (functional MRI) per dimostrare come le indicazioni e/o suggerimenti impartiti in ipnosi possono ignorare processi "automatici" del cervello.
Nella fattispecie sono stati indicati nomi di colori, stampati con inchiostri di colori diversi; per esempio, la parola rosso scritta in blu, o la parola giallo scritto in verde ecc.. ed i soggetti sono stati istruiti a leggere il nome del colore dell'inchiostro, ignorando la parola.
Anche se questo compito può sembrare facile, è spesso difficile per le persone che leggono perché la tendenza è quella di leggere automaticamente la parola, invece di nominare il colore.
Quando, invece, viene detto in ipnosi che quelle parole alla lettura appaiono come incomprensibili, le persone più suscettibili all’ipnosi sono in grado di svolgere il compito in modo più veloce e con meno errori, rispetto ai soggetti che sono meno ipnotizzabili e quindi con meno probabilità di risposta ai suggerimenti.
I risultati del fMRI sono stati sorprendenti. I partecipanti altamente ipnotizzabili hanno mostrato meno attività in una zona del cervello chiamata corteccia cingolata anteriore, che si attiva quando le persone cercano di risolvere delle informazioni contrastanti provenienti da fonti diverse, come i nomi di parole contraddittorie e colori. Lo studio è stato pubblicato nella rivista Proceeding of the National Academy of Sciences.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Marzo 2010 10:32 |
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Specchio Specchio delle mie Brame......! |
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Scritto da Loredana Meli
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Domenica 28 Marzo 2010 13:08 |
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Specchio…. Specchio delle mie brame!...
Una delle recenti revisioni sulla letteratura dei disturbi dell’alimentazione che ha incluso l’anoressia e la bulimia, (binge-purge syndrome) ha rivelato un incredibile silenzio sull’ utilizzo dell’ ipnosi come strumento terapeutico.
Questo fenomeno riflette una mancanza di conoscenza su questo argomento e ciò ricorda il vecchio adagio “ L'occhio non vede ciò che la mente non è pronta a comprendere”, dove modificando l’adagio per il bisogno, si può dire: “Il medico tradizionalista scrive e vede solo ciò che la sua mente è pronta a comprendere”.
Ciò nonostante, fin dai tempi di Pierre Jane (1907,1919) sono stati registrati in letteratura, più e più volte, degli interventi in ipnosi su persone con disturbi dell’alimentazione; e numerose altre pubblicazioni hanno sottolineato l'utilità dell’ ipnosi nel trattamento di persone con disturbi alimentari. Janet, descrive come usando tecniche ipnotiche era in grado di cambiare nelle persone le idee fisse dissociative sul mangiare, le loro immagini corporee, e promuovere una sintesi mentale generaIe.
Infatti, le persone con bulimia pare che abbiano il requisito della capacità ipnotica, come anche il loro disordine sembra rappresentare in parte un incontrollato e spontaneo stato d’ipnosi. I trattamenti ipnotici che hanno avuto successo per la bulimia includono l’uso di suggerimenti che la persona ricollega alla urgenza “di abboffarsi ” con la consapevolezza di conseguenze negative per il corpo e l’autostima. Come anche indicazioni positive riguardanti un miglioramento dell’autostima, energia fisica e benessere quando le abboffate ed il vomito terminano. Un impegno viene, anche, posto per esplorare implicazioni interpersonali ed intrapsichiche del disordine alimentare ed il consolidamento dei guadagni nel miglioramento.
Così come anche con il trattamento in ipnosi di altri disturbi dell’alimentazione, si aiutano le persone a focalizzarsi sulla relazione con il proprio corpo, ed il rispetto per il proprio corpo. Vanderlinden e Vandereycken (1988, 1990) forniscono una rassegna eccellente e completa sulla letteratura nell’uso dell’ ipnosi con disturbi alimentari. Janet ha anche utilizzato tecniche di ristrutturazione cognitiva, che si sono perfettamente integrate all’ ipnosi. L'ipotesi che molte persone con disturbi dell’alimentazione possono soffrire di episodi dissociativi, è stato sostenuto dalla ricerca di Pettinati, Horne e Staats (1982 1985), così come anche da Council (1986) e Torem (1986a, 1990) Covino 1994, Kranold 1992.
Questi studi evidenziano che le persone con bulimia sono significativamente più ipnotizzabili rispetto a persone con anoressia nervosa. Griffith (1989) ha riportato il grande successo nell’utilizzo dell’ipnosi-comportamentale nel trattamento della bulimia nervosa, come anche Gross (1984) ha riportato con successo l'uso dell’ ipnosi nel trattamento delle persone con anoressia nervosa, alle quali in sostanza vengono applicate le stesse strategie usate per il controllo del peso, con ulteriori considerazioni aggiunte il che indica che le persone che hanno una diagnosi di anoressia nervosa, non dovrebbero essere automaticamente escluse come candidati per il trattamento con l'ipnoterapia-comportamentale.
REFERENCES
Baker. E. L. & Nash, M. R. (1987). Applications of hypnosis in thc treatmcnt of anorexia nervosa. Am.J Clin. Hypn,29, 185-193.
Barnett. E. (1981). Analytical Hypnotherapy: Principle and Practice. Kingston, Ontario: Junica.
Beahrs, J. (1982). Unity and Mutiplicity: Multilevel Consciousness of Self in Hypnosis, Psychiatric Disorders and Mental Health. New York: Brunner/Mazel.
Bernstein, E. M. & Putnam. F. W. (1986). Developmcnt, reliability and validity of a dissociation scale. J Nerv. Ment. Dis .. 174. 727-735.
Bernstein-Carlson, E., Putnam. F. W., Ross. C. A., Torem, M., Coons, P., Dill, D. L.. Loewenstein, R. J. & Braun, B. G. (1993). Validity of the Dissociative Experiences Scale in screening for multiple personality disorder: A multicenter study. Am. J Psychiat., 150, 1030-1036.
Brown, D. P. & Fromm, E. (1986). Hypnotherapy and hypnoanalysis. NJ: Lawrence, Erlbaum. Hillsdale.
Bruch. H. (1973). Eating Disorders: Obesity, Anorexia Nervosa and the Person Within. New York: Basic Books.
Bruch, H. (1974). Eating disturbances in adolescence. In S. Arieti (Ed.). American Hand-book of Psychiatry (pp. 275-286).New York: Basic Books.
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Ultimo aggiornamento Domenica 28 Marzo 2010 13:29 |
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Use of Hypnosis discussed by the American Cancer Society |
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Scritto da Loredana Meli
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Venerdì 26 Marzo 2010 18:03 |
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USE OF HYPNOSIS DISCUSSED BY THE AMERICAN CANCER SOCIETY
Other common name(s): hypnotherapy, hypnotic suggestion, self-hypnosis
Scientific/medical name(s): none
Description
Hypnosis is a state of restful alertness during which a person uses deeply focused concentration. The person can be relatively unaware of, but not completely blind to, his or her surroundings, and he or she may be more open to suggestion. It is considered to be a type of complementary therapy.
Overview
Hypnosis is one of several relaxation methods that was evaluated and found to be of possible benefit by an independent panel convened by the National Institutes of Health (NIH). The panel found it may be useful for treating chronic pain when used with standard medical care. Hypnosis may also be effective in reducing fear and anxiety, reducing the frequency and severity of headaches, and controlling bleeding and pain during dental procedures. Available scientific evidence does not support the idea that hypnosis can influence the development or progression of cancer. However, it may help to improve quality of life for some people with cancer.
How is it promoted for use?
Practitioners say that hypnosis creates a state of deep relaxation, quiets the conscious mind, and leaves the unconscious mind open to suggestions that can help to improve health and lifestyle. People who are hypnotized have selective attention and are able to concentrate intensely on a specific thought, memory, feeling, or sensation while blocking out distractions.
Hypnosis is commonly used to reduce stress and anxiety and create a sense of well-being. It is also promoted to change undesirable behaviors, such as smoking, alcohol dependence, and bedwetting. It is used along with other methods by some mental health professionals to help patients overcome common fears, such as the fear of flying or of meeting new people. Hypnosis is sometimes used to help relieve pain caused by cancer. Supporters generally do not claim that hypnosis can cure cancer or any other disease or that it always attains the desired results. However, they say that it can be a useful addition to conventional therapy for some conditions.
Hypnosis is occasionally used instead of anesthetic drugs during minor surgical and dental procedures and during childbirth. Some supporters also believe hypnosis speeds recovery after operations, can reduce the amount of surgical bleeding, and enhances the body’s immune system.
What does it involve?
There are many different hypnotic techniques. One method involves leading patients into a state of hypnosis by talking in gentle, soothing tones and describing images meant to create a sense of relaxation, security, and well-being. People under hypnosis may appear to be asleep, but they are actually in an altered state of concentration and can focus intently when asked to do so by the hypnotherapist. While a patient is under hypnosis, the hypnotherapist may suggest specific outcomes, such as pain control, more peaceful emotions, and less stress, fear, or anxiety.
Contrary to what many believe, people under hypnosis are not under the control of the hypnotherapist. They cannot be made to do something they do not want to do. Quite the opposite is true. Hypnosis is used to help patients gain more control over their behavior, emotions, and even some physical processes that cause problems for them. People cannot be hypnotized unless they wish to be, and not everyone can be put into a hypnotic state. Success depends upon whether the patient is willing and receptive to the idea of hypnosis. Some people can enter into a deeper hypnotic state than others and are said to be more hypnotizable. With training, many people can learn to hypnotize themselves. This is called self-hypnosis or autohypnosis.
What is the history behind it?
Hypnosis and hypnotic suggestion have been a part of healing practices for thousands of years. The word comes from the Greek word hypnos, which means sleep. The use of trance-like states and positive suggestion was an important feature of the early Greek healing temples. Variations of those techniques were practiced throughout the ancient world.
Modern hypnosis can be traced back to the German physician, Franz Anton Mesmer, who believed that imbalances in magnetic forces in the human body were responsible for illness. Mesmer applied a therapy, which he called mesmerism, involving the use of tranquil gestures and soothing words to relax patients and restore the balance to their magnetic forces. The evolution of Mesmer's ideas and practices led the Scottish neurosurgeon James Braid to coin the term hypnosis in 1842. Called the "father of modern hypnotism," Braid rejected Mesmer's theory of magnetic forces and instead ascribed the "mesmeric trance" to a physical process that resulted from prolonged attention to an object of fixation. Sigmund Freud, the father of psychotherapy, found hypnosis useful for treating hysteria, but later abandoned the practice after observing that he stirred up powerful emotions within his patients.
Eventually, the notion of using a state of altered awareness gained greater acceptance in conventional Western medicine. Today, hypnosis is used widely in the United States and other Western countries. People who practice hypnosis are generally licensed and are often trained in several psychological techniques.
What is the evidence?
Many reports demonstrate that hypnosis can help patients reduce blood pressure, stress, anxiety, and pain. Hypnosis can create relaxing brain wave patterns, although reports on how much it helps to change behaviors such as smoking, alcohol consumption, and overeating are mixed. Most researchers who reviewed clinical trials on the use of hypnosis to help people stop smoking found that the evidence did not support its effectiveness.
Hypnosis can be used by therapists as a tool to help eliminate phobias or decrease their strength. Research has also shown that hypnosis can help reduce anticipatory nausea and vomiting. (Anticipatory or conditioned nausea or vomiting occurs when, after a few doses of chemotherapy have caused nausea or vomiting, some people have nausea or vomiting just before the next dose is to be given.) Hypnosis appears less likely to help nausea and vomiting that happen after the chemotherapy dose is given. According to a report from the NIH, there is evidence that hypnosis can help reduce some kinds of cancer pain. In 2006, researchers reviewed studies of children with cancer and found that hypnosis appeared to help reduce pain and distress from medical procedures. In one study published in 2008, giving breast cancer patients a brief hypnosis session before surgery reduced the pain, nausea, fatigue, discomfort, emotional upset, and cost of the procedure.
Another NIH report, which reviewed several scientific studies, showed that women under hypnosis before childbirth had shorter labors and more comfortable deliveries. According to the report, hypnosis may also enhance the immune system. The report looked at one study that found that hypnosis raised the levels of immunoglobulin (an important part of the immune system) in healthy children. Another study found that self-hypnosis led to an increase in white blood cell activity. The NIH report also looked at twelve different controlled studies: One showed that hypnosis reduced the intensity or frequency of migraine headaches in children and teenagers. Another study on chronically ill patients found a 113 percent increase in pain tolerance among highly hypnotizable subjects versus those who were not hypnotized. According to the NIH report, the reasons why hypnosis causes these changes are not well-understood.
Are there any possible problems or complications?
Hypnosis done under the care of a professionally trained hypnotherapist is generally considered safe when used with standard medical treatment. Emotional distress may happen in some situations. People who have certain types of mental illness should not be hypnotized.
Relying on this type of treatment alone and avoiding or delaying conventional medical care for cancer may have serious health consequences.
Additional Resources
References
Astin JA, Shapiro SL, Eisenberg DM, Forys KL. Mind-body medicine: state of the science, implications for practice. J Am Board Fam Pract. 2003;16:131-147.
Cassileth B. The Alternative Medicine Handbook: The Complete Reference Guide to Alternative and Complementary Therapies. New York, NY: W.W. Norton; 1998.
Levitan AA. The use of hypnosis with cancer patients. Psychiatr Med. 1992;10:119-131.
Montgomery GH, Bovbjerg DH, Schnur JB, David D, Goldfarb A, Weltz CR, Schechter C, Graff-Zivin J, Tatrow K, Price DD, Silverstein JH. A randomized clinical trial of a brief hypnosis intervention to control side effects in breast surgery patients. J Natl Cancer Inst. 2007;99:1304-1312.
National Institutes of Health. Alternative Medicine: Expanding Medical Horizons: A Report to the National Institutes of Health on Alternative Medical Systems and Practices in the United States. Washington, DC: U.S. Government Printing Office; 1994. NIH publication 94-066.
Newell SA, Sanson-Fisher RW, Savolainen NJ. Systematic review of psychological therapies for cancer patients: overview and recommendations for future research. J Natl Cancer Inst. 2002;94:558-584.
NIH Technology Assessment Panel. Integration of behavioral and relaxation approaches into the treatment of chronic pain and insomnia. JAMA. 1996;276:313-318.
Okuyemi KS, Nollen NL, Ahluwalia JS. Interventions to facilitate smoking cessation. Am Fam Physician. 2006;74:276.
Richardson J, Smith JE, McCall G, Pilkington K. Hypnosis for procedure-related pain and distress in pediatric cancer patients: a systematic review of effectiveness and methodology related to hypnosis interventions. J Pain Symptom Manage. 2006;31:70-84.
Villano LM, White AR. Alternative therapies for tobacco dependence. Med Clin North Am. 2004;88:1607-1621.
Note: This information may not cover all possible claims, uses, actions, precautions, side effects or interactions. It is not intended as medical advice, and should not be relied upon as a substitute for consultation with your doctor, who is familiar with your medical situation.
Last Medical Review: 11/01/2008
Last Revised: 11/01/2008 |
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Mettiamo l'insonnia a dormire! |
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Scritto da Loredana Meli
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Venerdì 26 Marzo 2010 14:14 |
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Mettiamo l’insonnia a dormire !
Le statistiche dimostrano che l'insonnia molto spesso è la causa principale di molti problemi fisici, emozionali, mentali e spirituali. Vi è, tuttavia, un modo semplice ed efficace per ottenere una notte di sonno riposante – infatti basta utilizzare l’ipnosi per mettere l'insonnia a dormire.
Che cosa è l'insonnia?
L’insonnia viene definita come una mancanza abituale di sonno. Si tratta di un disturbo, con cause interne ed esterne. Le cause esterne possono essere attribuite alla stanchezza fisica o al consumo di stimolanti, come caffè, tè, bevande analcoliche, o alcohol e/o droghe. Se l'insonnia è dovuta in gran parte a cause esterne, allora si ha bisogno di adottare le misure appropriate per correggerle.
Prima di tutto esaminare i ritmi del sonno, e determinare se il problema richiede l’attenzione del medico (depressione cronica, apnea del sonno, dolore fisico ecc.). Si ha anche bisogno di esaminare la dieta, i tipi di esercizio fisico, l’ ambiente dove si dorme, le abitudini personali, lo stile di vita e le preoccupazioni. Nella maggior parte dei casi l'insonnia è causata da eventi emozionali traumatici subconsci che si sono instaurati nel passato. Di solito la persona non è a conoscenza di questi eventi ad un livello conscio! E’ qui che l’ipnosi può aiutare con un lavoro a livello subconscio.
Cosa può fare l' ipnosi per l'insonnia:
L'ipnosi è uno stato naturale della mente. Ed è l’unico “farmaco” drug-free più sicuro. L’ipnosi bypassa il dialogo interno negativo e scopre le cause principali subconsce dell’insonnia. Il riequilibrio del sonno ci permette una vita più produttiva. Con l’ipnosi siamo in grado di aiutare le persone ad utilizzare il potere della mente subconscia al fine di rilassarsi e favorire il sonno.
Perché l’ipnosi è la risposta all’ insonnia e come funziona?
In primo luogo abbiamo bisogno di capire come funziona la mente. La mente può essere divisa in tre parti: il conscio, il subconscio e l’inconscio. La parte conscia della mente è analitica, detiene il pensiero razionale e la memoria a breve termine. Il chiacchiericcio interno che occupa la mente di una persona e che lo frena ad andare a dormire è nella mente conscia. All'interno della nostra mente subconscia ci sono le nostre emozioni, credenze, sentimenti, abitudini, e le preoccupazioni. Essa opera, anche, come il disco rigido di un computer.
Poi abbiamo la mente inconscia, che gestisce il funzionamento autonomo del nostro essere, che risente del conscio e dell’ inconscio.
Le cause più importanti dell’ insonnia sono le emozioni negative come la paura di morire, paura del futuro, la rabbia verso situazioni irrisolte o persone, le preoccupazioni, la tristezza, i sensi di colpa, il dolore e lo stress. Un'altra tra le principali cause di insonnia sono le credenze limitanti che abbiamo come: "Non mi sento al sicuro, non riesco a dormire, nessuno mi ama, non sono una persona giusta", ecc…
La più importante origine dell’ insonnia si trova nelle nostre emozioni negative, convinzioni e sentimenti, che sono memorizzati nel subconscio. Se si chiede ad un insonne ciò che accade quando si trova a letto, dice che la sua mente non “si chiude”. Gli balzano alla mente un pensiero dopo l’altro, e non si rende conto mentre la sua adrenalina sale il sonno diventa difficile. Questo gli crea sempre più stress, inficiando il ritmo del sonno, e il ciclo continua. Con l’ausilio dell’auto ipnosi, che è uno strumento potente, si può aiutare una persona a raggiungere una buona qualità del sonno ed un risveglio sereno.
Loredana Meli
(Frankel, 1974, 1976), post-traumatic stress disorder (Spiegel, Hunt, & Dondershine, 1988), dissociative identity disorders (Bliss, 1986), sleep disturbances featur- ing nightmares (Belicki & Belicki, 1986), and eating disorders (Nash & Baker, 1993; Pettinati, Home, & Staats, 1985). An increased responsiveness to suggestion, a greater capacity for dissociation, a deeper quality of experiential absorption-any or all of these and other factors, too, may combine to serve as a foundation for various disorders. The parallel notions of a "negative self-hypnosis" (Araoz, 1985) or a "symptomatic hypnosis" (Gilligan, 1987) have been valuable in underscoring the point made earlier that hypnosis is a neutral phenomenon, capable of gene rating a broad range of experiences, deemed either helpful or harmful depending on their out come. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Marzo 2010 14:34 |
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