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Specchio…. Specchio delle mie brame!...
Una delle recenti revisioni sulla letteratura dei disturbi dell’alimentazione che ha incluso l’anoressia e la bulimia, (binge-purge syndrome) ha rivelato un incredibile silenzio sull’ utilizzo dell’ ipnosi come strumento terapeutico.
Questo fenomeno riflette una mancanza di conoscenza su questo argomento e ciò ricorda il vecchio adagio “ L'occhio non vede ciò che la mente non è pronta a comprendere”, dove modificando l’adagio per il bisogno, si può dire: “Il medico tradizionalista scrive e vede solo ciò che la sua mente è pronta a comprendere”.
Ciò nonostante, fin dai tempi di Pierre Jane (1907,1919) sono stati registrati in letteratura, più e più volte, degli interventi in ipnosi su persone con disturbi dell’alimentazione; e numerose altre pubblicazioni hanno sottolineato l'utilità dell’ ipnosi nel trattamento di persone con disturbi alimentari. Janet, descrive come usando tecniche ipnotiche era in grado di cambiare nelle persone le idee fisse dissociative sul mangiare, le loro immagini corporee, e promuovere una sintesi mentale generaIe.
Infatti, le persone con bulimia pare che abbiano il requisito della capacità ipnotica, come anche il loro disordine sembra rappresentare in parte un incontrollato e spontaneo stato d’ipnosi. I trattamenti ipnotici che hanno avuto successo per la bulimia includono l’uso di suggerimenti che la persona ricollega alla urgenza “di abboffarsi ” con la consapevolezza di conseguenze negative per il corpo e l’autostima. Come anche indicazioni positive riguardanti un miglioramento dell’autostima, energia fisica e benessere quando le abboffate ed il vomito terminano. Un impegno viene, anche, posto per esplorare implicazioni interpersonali ed intrapsichiche del disordine alimentare ed il consolidamento dei guadagni nel miglioramento.
Così come anche con il trattamento in ipnosi di altri disturbi dell’alimentazione, si aiutano le persone a focalizzarsi sulla relazione con il proprio corpo, ed il rispetto per il proprio corpo. Vanderlinden e Vandereycken (1988, 1990) forniscono una rassegna eccellente e completa sulla letteratura nell’uso dell’ ipnosi con disturbi alimentari. Janet ha anche utilizzato tecniche di ristrutturazione cognitiva, che si sono perfettamente integrate all’ ipnosi. L'ipotesi che molte persone con disturbi dell’alimentazione possono soffrire di episodi dissociativi, è stato sostenuto dalla ricerca di Pettinati, Horne e Staats (1982 1985), così come anche da Council (1986) e Torem (1986a, 1990) Covino 1994, Kranold 1992.
Questi studi evidenziano che le persone con bulimia sono significativamente più ipnotizzabili rispetto a persone con anoressia nervosa. Griffith (1989) ha riportato il grande successo nell’utilizzo dell’ipnosi-comportamentale nel trattamento della bulimia nervosa, come anche Gross (1984) ha riportato con successo l'uso dell’ ipnosi nel trattamento delle persone con anoressia nervosa, alle quali in sostanza vengono applicate le stesse strategie usate per il controllo del peso, con ulteriori considerazioni aggiunte il che indica che le persone che hanno una diagnosi di anoressia nervosa, non dovrebbero essere automaticamente escluse come candidati per il trattamento con l'ipnoterapia-comportamentale.
REFERENCES
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